Milano, 9 ott. (Adnkronos Salute) - Dall'ansia alla depressione, dall'insonnia ai disturbi alimentari come anoressia o bulimia, fino al rischio di sviluppare tendenze cleptomani. Fare l'amante può rovinare la salute. Soprattutto quando vestire i panni dell''altra donna' diventa una vera e propria vocazione. Un'intera esistenza trascorsa nell'ombra: il colpo di fulmine negli anni più verdi e di colpo la vecchiaia, dopo una vita di promesse mai mantenute e speranze disattese. A tracciare l'identikit è Gianna Schelotto, psicoterapeuta e componente del Comitato scientifico di Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), autrice del libro 'E io tra di voi. Le amanti e le loro illusioni'. Già disponibile in tutte le librerie, il volume sarà presentato questa sera a Milano.
Il punto di partenza è che "esistono tre tipi di amante", spiega Schelotto all'ADNKRONOS SALUTE. Innanzitutto "c'è l'amante 'per sfizio': quella donna che, in un certo momento della sua vita, decide per le ragioni più svariate di concedersi una parentesi trasgressiva-erotica. E in questo caso - precisa l'esperta - essere un'amante può anche giovare alla salute". Nell'esercito delle 'altre' "c'è poi l'amante 'per necessità': quella che si innamora di un uomo già impegnato e che resta amante fino a quando l'amato non decide di troncare il suo precedente rapporto per instaurare con lei una storia ufficiale". Infine, ed è quest'ultimo il profilo che ha ispirato il libro, "c'è quella che io chiamo amante 'per vocazione': una donna che, sistematicamente, cerca e trova sempre una storia impossibile".
Nascere amante 'per vocazione' è un'autentica condanna. "Quasi sempre iniziano a inseguire il loro sogno irrealizzabile da giovanissime, magari 18enni". Quindi entrano in una spirale senza fine e pervicacemente vi restano "fino a invecchiarci". E chi pensa si tratti di donne ingenue o sprovvedute commette un gravissimo errore, avverte la psicoterapeuta. "Si tratta invece di donne in gamba, di successo, persino in carriera - assicura - Menti lucidissime in tutto, tranne che in amore". L'unica sfera in cui la loro razionalità vacilla, portandole "a credere ciecamente alle bugie più improbabili, negando anche l'evidenza e chiudendo gli occhi per non vedere". Ma cosa si nasconde dietro un'abnegazione per certi versi patologica? "Quasi sempre all'origine c'è una sorta di masochismo, ossia l'idea di non meritare l'amore - dice l'esperta - In altri casi c'è invece la paura di diventare grande: piuttosto di mettersi in gioco, l'amante 'per vocazione' preferisce gridare alla sfortuna". Al destino cinico e baro che le impedisce di essere felice. Certe volte, infine, il segreto dell''altra per mestiere' è "qualche passaggio sbagliato durante l'infanzia, per colpa dei genitori o per aspettative personali troppo alte", evidenzia Schelotto.
Risultato: un complesso 'mosaico' di sofferenze interiori che spesso vengono somatizzate. "Il modo in cui emergono varia da donna a donna - puntualizza la specialista - I sintomi più comuni sono in genere disturbi alimentari e ansia", ma tra le possibili 'declinazioni' della "perversione sentimentale" non mancano neppure "episodi di cleptomania, perché l'associazione tra 'ruba mariti' e 'ruba oggetti' non è impossibile". Insomma, come si esce dal tunnel dell'amore 'malato'? "Chiedendo aiuto - conclude Schelotto - E scavandosi dentro fino a capire che vivere da amante è una trappola verso se stesse".