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Un Marzorati da Hall of Fame Cantù è in festa. Mercoledì a Madrid Pier Luigi Marzorati verrà inserito ufficialmente nella Hall of Fame della FIBA. Un riconoscimento di grandissima importanza che premia un campione che, per 23 stagioni e 693 presenze di serie A, ha giocato sempre con la stessa maglia, quella della Pallacanestro brianzola. Una carriera professionistica iniziata nel 1969 che lo ha portato a vincere in Italia, in Europa e nel mondo. Il suo palmarès è ricchissimo: 2 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentale, 4 Coppe delle Coppe, 4 Coppe Korac, 1 oro ai Campionati Europei '83, 3 bronzi ai Campionati Europei ('71, '75, '85), 1 argento ai Giochi Olimpici '80.
Marzorati, che proprio mercoledì festeggerà il suo cinquantaconquesimo compleanno, è stato il simbolo e la bandiera della Pallacanestro Cantù nel mondo tanto che la scorsa stagione, in occasione del settantesimo anniversario della società, è stato scelto come uomo immagine della società, simbolo di un basket che oggi è raro vedere, fatto di valori ed attaccamento alla maglia.
Ciò che Pier Luigi Marzorati lo scorso anno ha fatto è qualcosa di grandioso ed unico. A 54 anni, è sceso in campo a 15 anni di distanza dal ritiro. Ha indossato nuovamente la maglia della Pallacanestro Cantù ed ha giocato la prima partita di campionato stabilendo un primato e diventando così l'unico giocatore di basket professionistico ad aver giocato per cinque decadi consecutive con la stessa maglia nel massimo campionato nazionale.
Inoltre Marzorati ha collezionato 278 presenze in nazionale (record di sempre) segnando 2.209 punti, ed è il giocatore di basket italiano più medagliato grazie a tre bronzi ed un oro europei, ed un argento olimpico. L'inserimento nella Hall of Fame della FIBA è l'ennesimo riconoscimento ad un campione di serietà e di sport.
Marzorati farà parte di un gruppo di venti tra allenatori, giocatori, arbitri e menzioni speciali e sarà l'unico italiano ad essere premiato. Insieme a lui verranno inseriti nella Hall of Fame Sergei Belov, Draen Dalipagic, Ivo Daneu, Oscar Furlong, Nikos Galis, Hortência Marcari, Ann Meyers, Amaury Pasos, Emiliano Rodriguez, Bill Russel, Uljana Semjonova, Lidia Alexeeva, Dean Smith, Togo Renan Soares "Kanela", Ranko eravica, Mario Hopenhaym, Ervin Kassai, Allen Rae ed un premio speciale a Borislav Stankovic, storico segretario generale della FIBA ed allenatore del primo scudetto della Pallacanestro Cantù datato 1968.
"Sicuramente è un onore fra parte di questo gruppo di persone ed essere stato inserito nella Hall of Fame della FIBA" queste le parole del "Pierlo". "Credo sia la dimostrazione che un atleta ha fatto qualcosa di significativo anche se, ovviamente, parlando di uno sport di squadra, certi meriti vanno divisi con i compagni di squadra, gli allenatori e i dirigenti che si sono succeduti durante la mia carriera".
"E' una cosa importante ed alla quale tenevo molto. Vorrei esprimere in questo momento tutta la mia gratitudine nei confronti della società Pallacanestro Cantù che mi ha permesso di svolgere l'attività per 27 anni e mi ha coinvolto nell'iniziativa dell'anno scorso che è stata una cosa celebrativa che però mi ha fatto molto piacere. Questo è un legame indissolubile ed è una sorta di coronamento anche dei risultati che abbiamo avuto. Lo stesso discorso va esteso anche alla Federazione per i risultati che abbiamo conseguito, su tutti l'Europeo di Nantes e la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Mosca".
"Quali sono le prime immagini che mi vengono in mente? Ce ne sono talmente tante. Le vittorie, le Coppe dei Campioni, i compagni di squadra, gli allenatori a cominciare da Bernardis, mio primo coach, Taurisano, Bianchini, Primo, Asti, Recalcati, Frates e Stankovic, quest'ultimo allenatore del primo scudetto di Cantù. Inoltre, mi piace ricordare Carlo Recalcati perché mi ha avviato alla carriera in A trasmettendomi tutta la sua esperienza, un po' ciò che ho poi fatto io con Antonello Riva il quale mi ha permesso di trasmettere tutto ciò che avevo ricevuto in precedenza. Poi quelli che ora non ci sono più come Denis Innocentin, Enzo Bertuol e Luciano Vendemini. Infine, tutti quelli che mi hanno accompagnato nel corso della mia carriera, a cominciare da Aldo Allievi che era ai vertici della società quando abbiamo ottenuto tutti i più grandi successi, fino a Francesco Corrado che ha dato continuità alla Pallacanestro Cantù e lo scorso anno mi ha permesso di tornare in campo per celebrare l'anniversario della società".
We can be heroes, just one day! |